Cari amici,

ci dispiace molto dirvi che per ora l’edizione 2020 de Le Primavere è sospesa.

La decisione – che coinvolge molte persone: dai conferenzieri allo staff tecnico, passando per i fornitori – è stata presa tutt’altro che alla leggera, ma in questo momento difficile per la Lombardia e per l’Italia è inevitabile.

Non sappiamo quando tutti potremo riprendere una vita normale, che non significa solo essere liberi di muoversi ma anche avere lo stato d’animo giusto per affrontare le questioni messe sul piatto dalla nostra rassegna culturale. Questo momento tuttavia ci sarà, e ci troverete pronti a ripartire.

Come probabilmente saprete, il titolo de Le Primavere di quest’anno è “RINASCI-mente. Pensare circolare nel #nuovomondo”. Un’espressione che, alla luce di quanto sta accadendo, assume un nuovo significato. Abbiamo e soprattutto avremo la necessità di pensare diversamente la nostra realtà individuale e collettiva, che dopo il coronavirus sarà ancora di più un #nuovomondo che ci chiede di fare rinascere le nostre menti secondo una visione e un modo di agire maggiormente improntato all’umano e all’ambiente.

Non è questo però il momento di fare riflessioni che vadano oltre un pensiero circolare che ora deve essere tutto improntato verso la solidarietà, la fratellanza e l’essere vicini seppur nella distanza. Verrà il tempo di farlo e lo faremo.

Intanto però ci teniamo a dirvi che noi (e voi) insieme siamo Le Primavere, e come ogni primavera che si rispetti avrà una rinascita – noi ci auguriamo in autunno – fedele alle parole con cui Thomas Stearns Eliot apriva e chiudeva il secondo poemetto, “East Coker”, dei “Quattro quartetti”: “Nel mio principio è la mia fine / […] Nella mia fine è il mio principio”. Sono versi che vi chiediamo di tenere a mente, come faremo noi: la primavera non si arrende, ci vedremo ancora, speriamo presto.

Un abbraccio e un grazie a tutti,

Lo staff de Le Primavere

I Rinascenti: dallo sconcerto alla meraviglia della prima volta che abbiamo guardato il mondo

Siamo al decimo anno delle Primavere e ancora non ci siamo stancati di porci nuove domande. Che cosa è oggi il contemporaneo? In altre parole, all’interno di quale mondo stiamo vivendo? E che cosa possiamo fare? Sono tre domande che più o meno tutti ci siamo fatti negli ultimi anni, i primi di un nuovo millennio che dall’11 settembre in poi si è rivelato imprevedibile, multiforme e veloce, forse troppo veloce. Sta cambiando tutto, e dentro questo tutto il sentimento dominante è lo spaesamento. O per dirla con Heidegger e Freud, una percezione del mondo uncanny, sconcertante.

Ci sconcertano i cambiamenti repentini del clima, tanto che il detto “non ci sono più le mezze stagioni” a volte sembra perdere di significato: le stagioni mutano e il clima si rimescola a causa del riscaldamento globale. Così i governi, le organizzazioni transnazionali come l’ONU, le aziende, le multinazionali e gli studiosi si interrogano su come ridurre l’anidride carbonica – e anche tanti di noi stanno cercando di rendere più green il proprio stile di vita.

Ci sconcerta l’accelerazione tecnologica, che in pochissimi anni ha radicalmente cambiato il nostro rapporto con il mondo e le sue possibilità: pensiamo solo a cosa era la realtà nel 1995 senza internet e smartphone, senza guerre con i droni e senza la nuova “materia prima” dei Big Data, oggi quasi più preziosi del petrolio.

Ci sconcerta la crisi delle identità collettive, che hanno avuto il loro punto di rottura simbolico nel 1989 con la caduta del Muro e la fine del comunismo. Mentre il capitalismo, rimasto l’unica ideologia dominante, solo generatore di valori collettivi (e individualistici), non sembra stare troppo bene e come ogni bestia ferita tira dei colpi di coda da cui molti – il famoso 99% contro l’1% di ricchi? – si devono riparare.

E mentre il cardinale Ravasi in un’intervista al Corriere della Sera descrive chiaramente il cristianesimo come una religione ormai “di minoranza”, ci sconcertano anche la crisi delle identità di genere, quella della democrazia liberale con il ritorno degli estremismi e di ideologie che pensavamo archiviate dalla Storia. Intanto che i grandi movimenti migratori ci spaventano e inducono a pensare a nuove forme di accoglienza. Parallelamente la famiglia tradizionalmente intesa non è più “la tana” dove rifugiarsi.

Insomma, viviamo una torsione di significati pazzesca, ma non tutto è negativo: stiamo sconfiggendo la fame nel mondo, le malattie e le reti social(i) favoriscono la creazione di movimenti di protesta laddove la democrazia e i diritti vengono messi radicalmente in discussione. E abbiamo possibilità di comunicazione pressoché infinite, che piano piano, come ogni strumento, impareremo ad usare – senza dimenticare che i Big Data e gli algoritmi possono essere una risorsa per prevedere cosa accadrà.

Il Novecento è lontano e la sua eco suona lontana, siamo nel “Nuovo Mondo”.
Dunque abbiamo bisogno di un nuovo pensiero, di un rinascimento. Anzi, di un RINASCI-mente.
Per questo abbiamo chiamato l’edizione 2020 de Le Primavere “RINASCI-mente. Pensare circolare nel #nuovomondo”.

Il Rinascimento “storico” come periodo di grande riscoperta dei valori della classicità. L’economia circolare come sfida della contemporaneità per un futuro sostenibile, analizzata attraverso un approccio ri-nascimentale. Volto cioè alla ri-creazione di un nuovo modo di pensare – trasversale fra le culture e fra scienza, tecnica e umanesimo, ma anche coraggioso, piratesco – e di nuovi valori.

Ogni epoca ha le sue ricchezze e la nostra non è da meno. Quando il ″bello″ diventa costitutivo dell’atto di lavorare si generano atteggiamenti e risultati straordinari, come quelli dei grandi maestri del Rinascimento. Analizzato quale periodo storico e forma incisiva di un temperamento nuovo, il Rinascimento ha sancito la rigenerazione di valori andati perduti. E ha riportato al massimo splendore l’Italia e l’Occidente in continuità con il Medioevo – che non fu periodo buio ma “crepuscolare” tra ere e grandi narrazioni.

Le Primavere quest’anno si concentrano su personalità che, in un modo o nell’altro, interpretano la nostra cultura, presente e passata, auspicando diversi rinasci-menti, per poter affrontare i problemi della modernità in modo propositivo e audace.

È nutrendosi del pensiero e dell’azione di scienziati, filosofi, intellettuali e altre figure in movimento nel nostro tempo che le donne e gli uomini saranno i Rinascenti, cioè coloro che vivranno la crisi e il cambiamento come un’opportunità feconda.

A volte sembra proprio che non capiamo più che cosa stia accadendo. Ma c’è ancora qualcosa che vibra in noi come una verità sicura: il dolore, il mistero della morte. E soprattutto l’amore.
Inizieremo a capire questo mondo quando ricominceremo ad amarlo. Quando sarà di nuovo nostra la certezza che, qui ed ora, tutto finisce per ricominciare.

Come scriveva T.S. Eliot nei “Four Quartet”: “Non smetteremo di esplorare. E alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta”.

Eccoli qui, il Nuovo Mondo, i Rinascenti. La nostra prima volta, le nostre Primavere.

P.S. Alcuni grazie speciali: a Luca Barachetti con cui abbiamo ragionato profondamente sui temi di quest’anno e abbiamo cercato le parole giuste per ogni serata, a Massimo Cincera che permette che il ″bello″ diventi costitutivo dell’atto di lavorare lasciandomi generare atteggiamenti e risultati straordinari, a  Massimo Caspani e Diego Minonzio che mi lasciano divertire e sognare, a Silvia Barbieri, Serena Brivio e Giuliana Galimberti con cui condivido sorellanza e fatica.

Daniela Taiocchi

Rinascimente

Note organizzative

L’ingresso alle serate e agli eventi è gratuito, tranne che per la serata del 23 aprile.
Per assicurarsi l’ingresso al Teatro Sociale di Como (via Vincenzo Bellini, 3 – Como), chiesa di San Giacomo (Piazza Grimoldi, Como)  e al Cenacolo francescano (piazzale dei Cappuccini, 3 – Lecco – possibilità di parcheggio nel cortile dell’Oratorio adiacente) è necessario presentarsi all’accoglienza di ogni serata con la ricevuta della prenotazione effettuata on line, sul sito leprimavere.laprovincia.it oppure registrarsi presso le segreterie de La Provincia di Como
(via De Simoni, 6 – tel. 031 582420)

Tutti gli incontri dell’edizione 2020 de Le Primavere sono sospesi

I vincoli della magia
giovedì 12 marzo

Rimandato – I vincoli della magia

Quando ancora non c'era il metodo scientifico c'era la magia che legava gli elementi con la passione e l'incantesimo. Siamo certi che questa dimensione è relegata al solo passato? - Silvano Petrosino - Simonetta Bassi

Raffaello
giovedì 23 aprile

Rimandato – Raffaello

Le magistrali performance di Vittorio Sgarbi hanno dimostrato come artisti antecedenti il nostro secolo abbiano fortemente inciso il modi di percepire il quotidiano in cui siamo immersi. - Vittorio Sgarbi