Luogo

Auditorium della Camera di commercio di Lecco
giovedì 09 maggio ore 20:30

Protagonisti

Silvano Petrosino

Filosofo e docente di semiotica dell'Università Cattolica di Milano

Immaginare, inventare, generare. Sulla donna il possedere

Avreste mai immaginato che ad inventare la birra, una delle bevande alcoliche più consumate e amate al mondo furono delle donne ben 7.000 anni fa? In quell’epoca in Mesopotamia e in Sumeria, le abilità delle donne erano così rispettate che solo a loro era permesso produrre la bevanda o gestire una taverna. Ad una donna, Tabiha Babbitt si deve l’invenzione della sega circolare alimentata a pedali (all’inizio dell’Ottocento) e anche in cucina le donne han dovuto arrangiarsi ed è stata infatti una donna, Josephine Cochrane che nel 1986 inventò la prima lavastoviglie. Il primo progetto di abitazione riscaldata ad energia solare fu pianificato da Maria Telkes nel 1940 quando progettò i primi pannelli solari per la casa e una delle invenzioni delle donne più importanti negli ultimi anni è l’isolamento delle cellule staminali avvenuto nel 1991 ad opera della biologa Ann Tsukamoto che costituisce un passo prezioso nella difficile e travagliata lotta contro il cancro. Perché questo taglio al femminile di tema, quello dell’invenzione, che tutto sommato può considerarsi del tutto trasversale? Perché la dimensione generativa per eccellenza è legata alla donna e ad avvicinare ancor più la sua azione creativa a Dio è la dimensione dell’amore. Chi ama ci vede benissimo, molto più degli altri, perché l’amore nasconde ai tuoi occhi vizi e mancanze. È questo lo stesso sguardo che Dante coltiva sulla realtà regalandoci con la sua Commedia una visione che chiama “intelletto d’amore” che contempla una mente e un cuore mai separati, un “cuore intelligente”. L’incipit di “Aldilà del bene e del male” di Nietzsche è l’avvio per un provocante ragionamento di Silvano Petrosino: «Posto che la verità sia una donna –, commenta e subito ne dubita – e perché no? Non è forse fondato il sospetto che tutti i filosofi, in quanto furono dogmatici, s’intendevano poco di donne? – e continua, infierendo – Che la terribile serietà, la sgraziata invadenza con cui essi, fi no a oggi, erano soliti accostarsi alla verità, costituivano dei mezzi maldestri e inopportuni per guadagnarsi appunto i favori di una donna? – certo è che essa non si è lasciata sedurre – e ogni specie di dogmatica se ne sta lì in attitudine mesta e scoraggiata. Ammesso che essa in generale se ne stia ancora in piedi!».