Luogo

Teatro sociale di Como
lunedì 25 marzo ore 20:30

Protagonisti

Domenico Laurenza

Storico della scienza

Stefano Soliano

General manager - Como Next

Leonardo: omo sanza lettere e la sua ricerca senza fine

La serata verrà introdotta da uno spezzone del film: THE PLEASURE GARDEN di Alfred Hitchcock Gran Bretagna 1925

Leonardo in tre declinazioni e due prospettive: storica e attuale. Leonardo non era un letterato, non ebbe una formazione tradizionale, ma si formò “a bottega”. Domenico Laurenza, storico della scienza, parlerà della cultura di Leonardo e dei Codici, di come li componeva, della grafia, del suo scrivere da destra a sinistra. Farà da contro canto Stefano Soliano, direttore di ComoNExt, cercando l’attuale sviluppo di quelle intuizioni che furono di Leonardo. Si indaga l’idea che basti il genio per la creazione. Un mito. In realtà e certamente oggi, senza squadra di lavoro, preparazione, studio e applicazione nulla di innovativo può nascere, anche dal punto di vista di una nuova imprenditorialità. Parleremo poi del rapporto tra anatomia e geologia dell’analogia tra il corpo dell’essere umano e lo studio della Terra. Dopo la narrazione delle ricerche di Leonardo faremo la descrizione delle tecnologie che oggi si ispirano alla natura, presa a modello per nuovi materiali e strutture con proprietà inedite. Infine parleremo dei progetti per la macchina volante perchè, quello di Leonardo fu un interesse e attitudine alla ricerca inusuali per l’epoca. Si seguirà un percorso che a partire dalla sua formazione nella bottega degli artigiani dell’epoca lo porterà a diventare uno scienziato che studia il volo degli uccelli, la dinamica dell’aria. Sotto traccia l’aspirazione ad andare oltre le possibilità già esplorate, l’anelito all’impossibile che anima la ricerca. Leggendo ogni pagina del Codice Leicester (oggi di proprietà di Bill Gates), quello nel quale Leonardo concentra l’attenzione sull’acqua indagandone la struttura elementare, i moti vorticosi, le proprietà meccaniche e ottiche e le tecniche per piegarla a beneficio dell’uomo, sentiamo il senso dell’urgenza compulsiva della sua compilazione, e anche di una certa disperazione per essere in grado di immaginare così tanto e tuttavia aver così poco tempo per dedicar visi, in quanto era nell’ultima fase della vita. L’acqua gli imponeva un programma di portata straordinaria per ampiezza, complessità visiva e organizzazione. In definitiva, era un programma impossibile da realizzare. Tra le fonti degli studi multidisciplinari di Leonardo spiccano, tra i Greci, Platone, Aristotele, Strabone, Archimede e, tra gli autori latini e medioevali, Frontino, Alberto Magno, Alberto di Sassonia, ma anche Dante Alighieri (che in queste Primavere mi muoverà a fianco di Leonardo), Ristoro d’Arezzo e soprattutto il nostro Plinio con la Naturalis Historia. Leonardo sottopone continuamente quei testi al vaglio dell’esperienza, confutandone spesso le affermazioni anche se, tuttavia non formulerà mai un’interprestazione organica della natura e delle sue operazioni. La sua è una ricerca senza fine, un progetto di continua rimessa in discussione delle conclusioni via via stabilite.