Luogo

Teatro Sociale di Como - Sala Bianca
martedì 26 aprile ore 21:00

Protagonisti

Fabio Isman

Giornalista culturale

Andar per le città ideali. Un invito al viaggio nell’utopia

Il viaggio de Le Primavere comincia da Palmanova, Aquileia, Pienza, Sabbioneta. Sono le città ideali d’Italia, dalla struttura geometrica regolare, frutto di visioni laiche o di esoteriche cosmogonie.

La città ideale è una città immaginaria che riesce a realizzare in modo ideale e in forma precisa, per così dire scientifico-matematica, i desideri materiali e spirituali che una determinata epoca vede nella fondazione di una città.  Georg Münter

Il viaggio de Le Primavere comincia da Palmanova, Aquileia, Pienza, Sabbioneta. Sono le città ideali d’Italia, dalla struttura geometrica regolare, frutto di visioni laiche o di esoteriche cosmogonie. L’itinerario va dalla quadristellata Terra del Sole, voluta da Cosimo I de’ Medici nel 1546 in Romagna, ad Acaya, in provincia di Lecce; da San Leucio, frazione di Caserta, alle città-operaie Crespi d’Adda e Solvay a Rosignano; dalle città “di fondazione” fascista, come Latina e Sabaudia nel Lazio, Arborea e Fertilia in Sardegna, al recente “sogno” della Scarzuola: la “città-teatro”, concepita e costruita nel ventesimo secolo dall’architetto milanese Tomaso Buzzi in provincia di Terni.
Un percorso originale al di fuori dei circuiti turistici più battuti, fra utopia e realtà, con Fabio Isman, giornalista e scrittore che si occupa di cultura e arte e che racconterà al pubblico de Le Primavere le città nate da una visione del mondo, capaci di suggerire le caratteristiche di un preciso tempo storico o un’idea di società alternativa a quella attuale.
Per un itinerario intellettuale tutt’altro che accademico, tracciato con leggerezza e curiosità, fra epoche diverse e regioni italiane con tesori di straordinaria bellezza. Approfondendo la conoscenza di luoghi già rinomati, come ad esempio Palmanova, e di altri meno noti, come Acaya, una cittadella fortificata del XVI secolo dove oggi abitano non più di cinquecento persone.